Chiesa dell’Annunziata

La Chiesa della SS. Annunziata in Angri fu fondata, insieme con l’annesso convento. Il 26 Luglio 1436. per volontà di Giovanni Zurlo, barone di Angri.
Sul luogo esisteva precedentemente una cappella dedicata alla SS. Annunziata e il detto Giovanni Zurlo volle che demolita, vi sorgesse un grandioso complesso, con Chiesa e convento, che affidò ai padri predicatori o Domenicani . In una relazione del 1650, del Priore Fra Diodato Ingenito da Napoli, conservata in Vaticano,viene descritta la Chiesa ad una sola navata, lunga circa 40mt. e larga mt. 10. Aveva dietro l’altare maggiore un coro per 25 frati, era coperta da lamie di mattoni;oltre l’altare maggiore aveva 12 cappelle laterali, 6 a destra e 6 a sinistra, tutte di diritto di patronato, eccetto quelle del S.Rosario. di San Domenico e del SS. Nome di Dio.
Nella metà del secolo XVIII fu ristrutturata,con enorme spesa, nelle linee attuali del barocco vanvitelliano: furono aboliti tutti gli altari laterali e vennero aperte 4 cappelle nella navata; sulla crociera fu costruita una cupola; due altari furono costruiti nelle ali del transetto;tutta la Chiesa acquistò una linea architettonica ampia e luminosa secondo i canoni del barocco napoletano del 700.
La facciata armoniosa e solenne rivela la mano del grande architetto Vanvitelli che la volle degna della Chiesa costruita.
All’interno sono presenti tele di Jacopo Cestaro, in particolare la tela della SS. Annunziata , quella del Rosario e quella di S. Domenico datata anno 1769. Nel transetto sono sistemate le tele in tondi dei Papi dell’Ordine Domenicano: S.Pio V, Innocenzo V,Benedetto XIII e Benedetto XI sostituita da Pio IX, tutte del 700. Nel 1809 il monastero fu soppresso e tutto il complesso passò, per meriti di guerra, alla famiglia Filangieri di Napoli. La Chiesa fu spogliata di tutte le tele che l’arricchivano; tutto fu venduto, persino l’altare maggiore in marmo bianco di Carrara e bardiglio.
Nel 1838 per interessamento del Vescovo di Nocera , Mons. Agnello Giuseppe D’Auria, il re di Napoli Ferdinando II pressò il marchese di Gioia, Francesco Sessa per la restituzione. Il terremoto del 1980 arrecò gravissimi danni alla Chiesa: la cupola crollò quasi del tutto, mandando in frantumi numerose panche delle prime file; la volta a botte della navata si spaccò e gli archi della crociera furono aperti da pericolose fessure larghe in alcuni punti circa 10 cm e innumerevoli lesioni segnarono tutta la struttura. I danni costarono sedici lunghi anni di lavoro per il restauro. La Chiesa infatti fu riaperta il 25 marzo 1996, festa dell’Annunciazione della Vergine Santissima.

Venne ristrutturata una prima volta nel XVIII secolo.